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Il  Tutor ed il Vergilius sono degli strumenti che rilevano la velocità media rispettivamente in autostrada e sulle statali. Con un sistema molto semplice: l’auto passa sotto un primo portale e una telecamera registra l’ora del transito; dopodiché, ecco il passaggio sotto il secondo portale, con il secondo orario.

Tali sistemi calcolano al volo la velocità media basandosi su quei due orari. Insomma, sembrerebbe difficile sfuggire al loro occhio elettronico. Eppure, i verbali per gli eccessi di velocità rilevati con Tutor e Vergilius hanno parecchi punti deboli. Che possono essere la vostra arma vincente in caso di ricorso al Giudice di pace.

Primo, secondo molti giudici di pace l’apparecchio non consente l’applicazione della tolleranza del 5%, in base all’articolo 345 del Regolamento del Codice della strada. Infatti, il controllo dell’osservanza del limite di velocità può essere anche effettuato attraverso le annotazioni cronologiche stampigliate sui biglietti autostradali all’atto dell’emissione e dell’esazione del pedaggio. Basta raffrontare le annotazioni con la distanza tra i caselli di ingresso e di uscita.

In tale caso, alla determinazione della velocità è associato l’errore relativo – a favore del trasgressore – pari al 5, 10, 15 per cento a seconda che la velocità dedotta risulti, rispettivamente, inferiore a 70 km/h, ovvero pari a 70 km/h e inferiore a 130 km/h, ovvero pari o superiore a 130 km/h. Anche Tutor e Vergilius calcolano la velocità media. Quindi, anche per Tutor e Vergilius dovrebbe esserci la tolleranza del 5, 10, 15%. E non del 5% fissa. Un errore del verbale che può essere considerato grave.

Punto due, come rilevato dal Giudice di Pace di Pozzuoli, sent. 20.02.2013, sembrerebbe che l’omologazione del sistema Vergilius risulti essere stata trasferita illegittimamente ad un soggetto diverso dall’originario richiedente con conseguente nullità dei verbali elevati.

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